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Intervista esclusiva a Sandy Altermatt e Alessandro Bertoglio (RSI)

E’ passata poco più di una settimana, da quando la Svizzera ha scelto il suo rappresentante per l’Eurovision Song Contest 2014  (SEBalter..). A commentare la speciale serata in diretta dalla Bodensee Arena di Kreuzlingen, per RSI (con buoni ascolti per LA2, che l’ha trasmessa in tutta la Svizzera italiana con oltre 10mila telespettatori e il 17.4% di quota di mercato), c’erano loro: Alessandro Bertoglio e Sandy Altermatt. Non potevamo non cogliere l’occasione per una bella intervista “doppia” e per farci raccontare la finale Svizzera da chi l’ha seguita molto da vicino!

EN – Anzitutto, come è stato commentare in coppia e come ci si prepara ad un commento a due (se non ci sbagliamo, non andate in onda in coppia abitualmente, giusto)?

Alessandro Bertoglio

Alessandro B. - Lavorare con Sandy, quando capita, è sempre piacevolissimo, anche se non lo facciamo abitualmente in radio, avendo incarichi diversi. Però è con lei (anzi grazie a lei) che ho fatto il primo programma “in doppio” alla radio più di 10 anni fa. Lei è una grandissima professionista, parla – bene – molte lingue e per quel che mi riguarda, abbiamo una ottima alchimia al microfono: riusciamo ad intenderci in pochi istanti e ci conosciamo bene, per sapere come ottenere il meglio da entrambi quando dobbiamo concentrare in pochissimi secondi i contenuti da offrire.

Sandy Altermatt

Sandy A. - Normalmente siamo addirittura su due radio diverse! Sicuramente ci completiamo. Si parte dal presupposto che entrambi sappiamo quale vogliamo che sia il risultato finale, poi ci arriviamo, ognuno a modo suo. Lavorare in due a un commento del genere è sempre positivo, quello che non vede uno, lo vede l’altro, il pubblico ha due percezioni diverse della stessa cosa, questo rende il commento più ricco e variato. Alessandro ed io non abbiamo bisogno di metterci d’accordo in modo strutturato. Ci conosciamo da molti anni e ci fidiamo uno dell’altra e questo è fondamentale. Ognuno si prepara individualmente e poi, una volta in diretta ci basta decidere chi inizia e chi finisce il discorso. Poi basta un segno e l’altro ha già capito se deve intervenire, continuare o stare zitto. Per la finale di Copenhagen, visto che i partecipanti sono molti, il compito a casa sarà quello di dividerci almeno le singole presentazioni di ognuno di loro.

Alessandro e Sandy

Alessandro e Sandy durante la diretta della finale Svizzera

EN – C’era la sensazione che SEBalter fosse il favorito, visto che la canzone stava andando bene nelle radio? O c’era il timore che i voti dei ticinesi potessero finire sul pezzo in italiano di Nino Colonna?

Alessandro B. – A me la canzone di Sebastiano è piaciuta da subito. In radio la passiamo da quando è stata distribuita. Capire come possa ragionare un pubblico così variegato come quello svizzero è un terno al lotto: ero certo che SEBalter potesse farcela, ma poteva succedere di tutto. Il trio di proposte della tv svizzero tedesca era fortissimo. Ma – giuro – prima di andare in onda mi sono sbilanciato e ho detto a chi me lo chiedeva che ci credevo. Forse anche per quello al momento della proclamazione mi è partito un urlo da stadio “abbiamo vinto”… è uscito il fan che è in me.

 Sandy A. – E’ sempre difficile capire cosa succede nel “mondo fuori” quando ti trovi catapultato nel cuore di questi eventi. Siamo un paese in cui si parlano quattro lingue, ogni lingua è un mondo con le sue particolarità e la musica come nient’altro mette in evidenza queste differenze. SEBalter però rispetto agli altri, era meno “caratteristico” e dunque pronto ad accogliere voti anche da altre regioni, oltre che dalla nostra chiaramente! SEBalter era tra i favoriti per noi e lo è rimasto fino alla fine. Nino Colonna non aveva questa caratteristica.

EN – Oltre al brano di SEBalter, state trasmettendo anche gli altri pezzi che abbiamo sentito in finale o l’interesse è stato solo per il brano del ticinese?

Alessandro B. – Per quanto riguarda la rotazione radiofonica, su Rete Tre abbiamo deciso di dare spazio principalmente agli artisti della Svizzera italiana. Infatti oltre a sostenere il più possibile SEBalter, abbiamo proposto al nostro pubblico anche i 3 For All, vista la presenza nel trio vocale della ticinese Iris Monè. In pratica avevamo due artisti svizzero italiani in finale. Le altre canzoni in gara erano sicuramente interessanti, ma non si sposavano molto con la nostra programmazione. Ma dei finalisti di Malmö, in compenso, alcuni hanno avuto un buono spazio anche da noi, a partire dalla vincitrice!

Sandy A. - Mi ricollego un po’ al discorso di prima delle quattro lingue e quattro regioni. Su Rete Uno passiamo SEBalter.

EN – Com’è il rapporto con gli altri commentatori svizzeri della rassegna?

Alessandro B. - Ho avuto modo di conoscerli anche in altre occasioni televisive e con loro mi trovo molto bene. Con Jean-Marc Richard a Malmö ci siamo divertiti molto anche a fare i turisti nei pochi minuti liberi. Lui è un grande animatore, sia in radio che in tv: c’è solo da imparare da persone così. Ed è anche molto simpatico: ogni anno organizza una specie di scommessa per indovinare il podio della gara. A Kreuzlingen a mangiare gratis siamo stati Sandy ed io… grazie a SEBalter! Sven Epiney è semplicemente fantastico! E’ bravissimo, competente, a suo agio in ogni situazione, assolutamente alla mano e per nulla “star”. Si potesse clonarlo! E’ davvero un personaggio da prendere come esempio: un professionista che merita tutto il successo che ha!

Sandy A. –  Stupendo! Ci conosciamo da molti anni, siamo un po’ il team dei programmi nazionali (ovvero quelli che vengono trasmessi in diretta nelle diverse regioni linguistiche svizzere e dunque commentate e tradotte simultaneamente) e quelli dell’Eurosong. Jean-Marc credo ne abbia già commentati 15… Sven ed io siamo arrivati un po’ dopo. E’ sempre bello ritrovarsi, anno dopo anno, sempre in una città diversa.

EN – Cosa penalizza la Svizzera rispetto alla possibilità di accedere in finale, nonostante un panorama musicale vasto ed interessante?

Alessandro B. - Se lo sapessi… saremmo in finale! O no?

Sandy A. – Bella domanda! Ho sempre pensato che il mondo dell’ESC sia sorprendente, nel senso profondo del termine. Io ne ho seguiti da vicino solo cinque fino ad ora, ma le vincite sono state molto diverse tra loro. Forse il trend sta cambiando, ma di solito, appena faccio questo pensiero, vengo smentita! Certo gioca una parte importante l’emigrazione di ogni paese. Quando sei lontano dalla tua terra tendi molto di più ad essere patriottico, e così, anche se di espatriati ne abbiamo molti, siamo un paese piccolo e forse questa potrebbe essere una delle ragioni per cui non siamo votati come altri paesi. Il voto per telefono ci ha mostrato che la popolazione mondiale è molto imprevedibile e credo che anche in futuro, come in passato, avremo delle belle sorprese!

EN – Se ne avete, raccontateci qualche dietro le quinte della finale e qualche retroscena di SEBalter e degli altri artisti in gara.. in particolare sul “mal di gola” e imprevisti tecnici che si è ritrovato ad affrontare il ticinese.

SEBalter live

Alessandro B. – Seba aveva un po’ di infiammazione e si alimentava a propoli e tisane. Alle prove s’è rotto il timpano (inteso come tamburo); la sera della finale ha perso il monitor in-ear, è andato in tilt, ha quasi detto una parolaccia in diretta (ma per un errore linguistico: il tedesco per me è una lingua difficilissima)… poi tutto è andato bene, è riuscito a resettarsi. Il bello è stato dopo: mezz’ora sul palco per le interviste; un’ora sotto sequestro dai colleghi SRF che dovevano mettere in moto la macchina organizzativa (a Malta il primo weekend; come muoversi per Copenhagen…) c’è un lavoro di preparazione per ogni delegazione che è monumentale e non ci sono momenti da perdere. Non invidio SEBalter: sul breve periodo vivrà in un frullatore. Fantastiche esperienze, ma anche stress esagerato…

Sandy A. – A parte le dosi di propoli e l’auricolare saltato fuori dall’orecchio, a me è piaciuto tantissimo l’esempio di multiculturalità dell’intervista subito dopo la prima esibizione di SEBalter. Visto che in Svizzera parliamo quattro lingue, abbiamo anche un sacco di modi di dire e infiniti dialettismi. Nel caso particolare vi dico solo che:

Pfeiffe in tedesco vuol dire flauto, fischietto (!!), oppure poco di buonoPfeiffen, Fischiare.

Ha detto cha la sua Pfeiffe – e a quel punto il pubblico già lo adorava – all’inizio è stata la cosa più difficile… Meraviglioso!

EN – Intanto vi facciamo un grande in bocca al lupo, visto che avremo il piacere di risentirvi – ancora una volta insieme – a commentare l’Eurovision Song Contest 2014 da Copenaghen per RSI: sarà possibile ascoltarvi anche in radio o sarà trasmesso solo in tv il vostro commento?

Alessandro B. – E’ solo un evento televisivo. Ma per la radio qualcosa stiamo organizzando: abbiamo il “nostro” candidato in gara, lo seguiremo passo passo.

Sandy A. – L’Eurovision è un evento televisivo, saremo lì a raccontarvi la semifinale, la finale, Copenhagen, i dietro le quinte i favoriti e i vincitori :-)

EN – Pensate che la Svizzera (che nella semifinale di appartenenza potrà essere votata quest’anno sia da noi italiani che da austriaci e tedeschi) ha qualche possibilità in più di arrivare in finale?

Alessandro B. - La matematica dice di sì, la speranza dice di sì, l’energia dice di sì. Quello è l’obiettivo, il sogno e sarebbe la vera vittoria: presentarsi alla platea più grande d’Europa con un prodotto nostrano e di qualità. Ma non possiamo votarci, quindi fatelo voi (e in tanti) per noi…

Sandy A. – Certamente! Non potrete, e non potranno, resistere a SEBalter!

EN – Chiudiamo, chiedendovi le vostre impressioni a caldo sulla recente scelta del candidato italiano per l’ESC. Impressioni su Emma Marrone e il suo brano “La mia città” (di seguito in una nostra versione tagliata a 3 minuti)? Pensate sia la scelta giusta per sperare di vedere ancora una volta l’Italia in Top10? 12 points from Switzerland? Riusciremo ad avere un po’ di voti anche da ticinesi e in generale dalla Svizzera in finale?

Emma Marrone – La mia città (Unofficial Eurovision 2014 Version)

Alessandro B. – Intanto mi piace ricordare che, giusto un anno fa con Marco Mengoni “…and 12 points go to Italy“! Quindi, le premesse ci sono. Lui ha lavorato benissimo con i suoi fans e sui social; sotto questo profilo Emma mi sembra un pochino meno seguita dalle nostre parti: se volesse recuperare punti, noi a Lugano la aspettiamo volentieri…

Qualche SMS per Emma arriverà di sicuro dalla Svizzera. Personalmente la canzone mi piace, anche se ne ha cantate di meglio, ma solo questa era “eleggibile”. Lei ha una gran voce, è una bravissima artista e anche l’occhio (almeno il mio) con lei è appagato… Le auguro di vincere, a meno che lo scontro finale sia con SEBalter. In quel caso, penso che per lei un secondo posto sarebbe fantastico… Ah la sveglia… odio il risveglio brusco dai sogni! J

Sandy A.Emma è molto ascoltata e apprezzata anche da noi, la canzone è bella e lei sappiamo che ha un’energia stupenda e una grinta contagiosa. Una parte della Svizzera la voterà sicuramente. Se sia la scelta giusta non lo sapremo fino alla fine della votazione. Come detto, il pubblico è talmente vasto, Eurovision Song Contest pieno di sorprese e il bioritmo del mondo irregolare, che non oso fare previsioni, almeno per ora.

Ringraziamo Sandy Altermatt e Alessandro Bertoglio per averci dedicato un po’ del loro tempo, sicuri di ritrovarli ancora una volta insieme nel commento all’Eurovision Song Contest del prossimo maggio, pronti a tifare SEBalter e magari anche un po’ la nostra Emma. Chissà che l’invito lanciato proprio alla nostra rappresentante non si concretizzi nelle prossime settimane, con una bella ospitata negli studi radiofonici della RSI a Lugano, ma soprattutto speriamo in un bel “12 points go to.. Italy” dai nostri “vicini di casa”..

Alex Pigliavento

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